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ROSA, ROSAE, ROSALIA

Domenico Pellegrino | Di luce e di memoria

Rosalia, una donna prima di diventare Santa

Prima di diventare la Santuzza, patrona e simbolo di Palermo, Rosalia è stata una giovane donna che ha scelto di sottrarsi alle convenzioni del proprio tempo per seguire un percorso di libertà spirituale. È da questa dimensione profondamente umana che prende forma il racconto di Domenico Pellegrino, che da oltre vent'anni rilegge la figura di Santa Rosalia attraverso sculture, installazioni luminose e progetti artistici capaci di intrecciare devozione popolare e linguaggio contemporaneo.

Nella mostra Di luce e di memoria, Rosalia non è soltanto un'immagine sacra, ma una presenza femminile che attraversa la storia della città e continua a trasformarsi. Il suo volto, i suoi simboli e le rose che accompagnano la sua iconografia diventano strumenti per raccontare temi universali come la libertà, la speranza, la cura e la rinascita.

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Luce Rosalia
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Voci di PalermoAlberto Santamaria
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ROSA, ROSAE, ROSALIA, 2024 Domenico Pellegrino Collezione Festino 400 Legno dipinto con sm

La rosa e il volto

Il percorso artistico di Domenico Pellegrino dedicato alla Santuzza trova un momento fondamentale nel 2014, quando realizza la statua di Santa Rosalia per il Carro Trionfale del 390° Festino. Quel volto diventa negli anni la matrice di una ricerca scultorea che attraversa materiali, dimensioni e linguaggi differenti. Dal gesso alla polvere di marmo, dalla resina alla ceramica, Rosalia assume nuove forme e cromie, fino a diventare un'icona contemporanea nella quale il sacro incontra la cultura pop.

Accanto al volto, la rosa è l'altro elemento centrale di questa narrazione. Legata alla tradizione e alle leggende della Santa, diventa nelle opere di Pellegrino un simbolo di vita, protezione e rinascita. Nel 2024, in occasione del 400° Festino di Santa Rosalia, l'artista realizza Il Giardino di Rosalia, il monumentale carro luminoso che attraversa il Cassaro nell'ambito della direzione artistica di Balich Wonder Studio. Un grande giardino di rose, gigli e agrumi siciliani, nel quale la natura si trasforma in un racconto collettivo di speranza e rinascita, celebrando i quattrocento anni dal ritrovamento delle reliquie della Santa.

Le rose luminose oggi esposte a Palazzo Bonocore provengono proprio da quel Giardino di Rosalia. Dopo aver accompagnato il Carro Trionfale attraverso le strade di Palermo, tornano a dialogare con il volto della Santuzza in una dimensione più raccolta, conservando la memoria di una delle celebrazioni più significative della città.

In Rosa, Rosae, Rosalia, il fiore e il volto si incontrano nuovamente, restituendo una figura che appartiene alla memoria collettiva ma continua a generare nuove immagini e nuovi significati.

La luce, la parola, la memoria

Nel lavoro di Pellegrino, il racconto di Santa Rosalia supera progressivamente i confini della scultura per incontrare la musica, il teatro e la parola. Nascono così progetti come Luce di Rosalia – spettacolo multidisciplinari nei quali le installazioni luminose dialogano con i testi di Eleonora Lombardo, le musiche originali di Alberto Santamaria e le voci di Valentina Migliore, Alessandra Salerno e Alessandra Ponente, con la regia di Domenico Pellegrino.

La Santa diventa protagonista di una narrazione contemporanea che intreccia la sua storia con quella di Palermo, evocando il mare, la città, la devozione e il rapporto profondo tra una comunità e la propria patrona.

Nella sala di Palazzo Bonocore, questa dimensione narrativa accompagna le opere attraverso l'ascolto individuale. Le parole e le musiche aggiungono un nuovo livello di lettura alle sculture, restituendo a Rosalia una voce e una presenza che vanno oltre la sua immagine.

Luce Rosalia
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Rosalia e Palermo, una storia che continua

Il rapporto tra Domenico Pellegrino e Santa Rosalia è anche il racconto di un legame profondo con Palermo. Dalla prima statua scenografica realizzata per il film Sud Side Story di Roberta Torre nel 2000, fino alle grandi installazioni pubbliche e agli spettacoli degli ultimi anni, l'artista ha costruito un universo visivo nel quale la Santuzza si rinnova senza perdere il proprio valore identitario.

Le opere dedicate a Rosalia attraversano luoghi sacri e spazi contemporanei, il mare e le piazze, i palazzi storici e i giardini della città. Ogni intervento aggiunge un frammento a un racconto collettivo che continua a evolversi.

In Di luce e di memoria, Rosalia torna a essere soprattutto una donna: una figura capace di scegliere, resistere e trasformare il proprio destino. La luce di Pellegrino non ne celebra soltanto l'immagine, ma restituisce al presente la forza di una storia che Palermo continua a riconoscere come propria.

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