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Domenico Pellegrino

Domenico Pellegrino, sicilian artist, as known as the artist of light, believes in the synthesis between heritage and future. With his artistic work he magnifies Sicily and its traditions. His works have been chosen by Disney for StarWars, he has collaborated with the maison Hermés and Dior. He exhibited at the 58th Venice Art Biennale, at Manifesta12, in Palermo Capital of Culture, just to name a few, and also over 28 solo shows and 76 group exhibitions. His latest huge work in light and wood, is the symbol of Procida Capital of Culture 2022. Many artworks are present in Museums and Private Collection.

 

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Orto degli ulivi

Orto degli ulivi, Domenico Pellegrino, 2020

Two artworks, part of the larger collection composed of 24 trees, led light, trees and resin. Size variable 150x250 cm, power outlet

 

Myths and legends run after each other in Pellegrino's work.

The Olive tree in the Odyssey, appears every time there is a positive turnaround, a resolution and a dissolution of an impasse, in his installation Pellegrino uses the olive tree, as a symbol through which the planet is reborn through interventions positive man.

Under the olive trees he takes refuge, exhausted, after the shipwreck that brings him to Scheria and the Olive tree is the tree that welcomes him in his homeland, furthermore, Ulivo is the pole with which Odysseus and his companions blind Polyphemus, and the handle of the ax with which the hero builds the boat on the island of Calypso.

 

The trees made by Pellegrino are dead olive trees that the artist has recovered and that with his intervention makes them be reborn, sprout: their buds are made of light, that light that gives back life and starts everything again every time the Sun shine. These artworks using two dead olive trees which the artist modifies with interventions of light.

 

The trees are raised from the ground and the roots ready to settle on another ground, an invitation to act. Trees, individuals, rich, fluid like water, will flow their streets. All different and alone united to form a community. The works are part of a collection consisting of 24 trees, like 24 are the books of the Odyssey, which the artist will create and will constitute a widespread collection.

Orto degli ulivi, Domenico Pellegrino, 2020

Due opere, parte della più ampia collezione composta da 24 alberi, luce led, alberi e resina. Dimensione variabile 150x250 cm, presa di corrente.

 

Miti e leggende si rincorrono nell'opera di Pellegrino.

L'Ulivo nell'Odissea, compare ogni volta che c'è un'inversione di tendenza positiva, una risoluzione e uno scioglimento di un'impasse, nella sua installazione Pellegrino utilizza l'olivo, come simbolo attraverso il quale il pianeta rinasce attraverso gli interventi positivi dell'uomo.

 

Sotto gli ulivi si rifugia, sfinito, dopo il naufragio che lo porta a Scheria e l'Olivo è l'albero che lo accoglie in patria, inoltre Ulivo è il palo con cui Odisseo e compagni accecano Polifemo, e il manico dell'ascia con cui l'eroe costruisce la barca sull'isola di Calipso.

 

Gli alberi realizzati da Pellegrino sono ulivi morti che l'artista ha recuperato e che con il suo intervento li fa rinascere, germogliare: i loro germogli sono fatti di luce, quella luce che ridà vita e fa ripartire tutto ogni volta che splende il sole.

 

 

Queste opere utilizzano due ulivi morti che l'artista modifica con interventi di luce. Gli alberi sono sollevati da terra e le radici pronte a posarsi su un altro terreno, un invito ad agire. Alberi, individui, ricchi, fluidi come l'acqua, scorreranno le loro strade. Tutti diversi e soli uniti a formare una comunità. Le opere fanno parte di una collezione composta da 24 alberi, come 24 sono i libri dell'Odissea, che l'artista creerà e costituirà una collezione diffusa.

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by Luigi Pirandello "A un Ulivo"

Liberty Pop

Liberty Pop, Domenico Pellegrino, 2021

Cage in metal, Peacock in wood and led light, (luminaria), enamel painting, power outlet

A tribute to Liberty and Art Nouveau.

 

The Liberty Pop project narrates the elegance and beauty of a past time which, like the plot of a splendid tapestry, is closely connected to the identity of Sicily. Reality is the cage of those who lack imagination is the subtitle of this artwork: a large cage with the door open "just to get out and free your imagination”.

 

The peacock makes its first appearance in London in the famous and beautiful Peacock Room, decorated by Whistler between 1876 and 1877. Mucha, Beardsley, Liberty and Tiffany subsequently declined it into unparalleled masterpieces. At the turn of the nineteenth and twentieth centuries, Palermo too had an intense Art Nouveau season which produced some of the most beautiful artistic creations, known throughout the world: the peacocks which in the hall of mirrors of Villa Igiea recall the cyclical nature of life or, again, the stained glass window that Pietro Bevilacqua, collaborator of Ernesto Basile, created in 1920 for Villa Tasca depicting two peacocks in front of a fountain, which recalls a style in which fluid lines predominated and in which the intrinsic fluidity of the glass material lent itself to extraordinary interpretations.

 

The Peacocks are symbolic of re-growth and rejuvenation, respect, honor and integrity; symbol of beauty, love and passion.

Liberty Pop, Domenico Pellegrino, 2021

Gabbia in metallo, Pavone in legno e luce led, (luminaria), verniciatura a smalto, presa di corrente

Un omaggio al Liberty e all'Art Nouveau.

 

Il progetto Liberty Pop racconta l'eleganza e la bellezza di un tempo passato che, come la trama di uno splendido arazzo, è strettamente connesso all'identità della Sicilia. La realtà è la gabbia di chi non ha fantasia è il sottotitolo di quest'opera: una grande gabbia con la porta aperta “solo per uscire e liberare la fantasia”.

 

Il pavone fa la sua prima apparizione a Londra nella celebre e bellissima Peacock Room, decorata da Whistler tra il 1876 e il 1877. Mucha, Beardsley, Liberty e Tiffany successivamente lo declinarono in ineguagliabili capolavori. A cavallo tra Ottocento e Novecento, anche Palermo conobbe un'intensa stagione liberty che produsse alcune delle più belle creazioni artistiche, conosciute in tutto il mondo: i pavoni che nella sala degli specchi di Villa Igiea richiamano la ciclicità della vita o, ancora, la vetrata che Pietro Bevilacqua, collaboratore di Ernesto Basile, realizzò nel 1920 per Villa Tasca raffigurante due pavoni davanti a una fontana, che richiama uno stile in cui predominavano le linee fluide e in cui la fluidità intrinseca del vetro la materia si prestava a interpretazioni straordinarie.

 

 

I pavoni sono simboli di rinascita e ringiovanimento, rispetto, onore e integrità; simboli di bellezza, amore e passione.

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