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Hyper Heros

Ho conosciuto Domenico Pellegrino prima che esplodesse la sua fama per la serie dei supereroi, e fin da subito ne ho riconosciuto un talento che va oltre le sue qualità come artista per espandersi verso i domini dell’indagatore delle identità siciliane, dell’archeologo del sapere e dell’attivatore delle emozioni. Venne a propormi una mostra da titolo “Kouroi” negli spazi dell’ex Noviziato dei Crociferi che avevo appena inaugurato come spazio espositivo della città, un luogo istituzionale ma aperto alle sperimentazioni, ai giovani, agli artisti sconosciuti: insomma un incubatore di talenti.

La mostra fu un successo e l’inizio di una collaborazione consolidata nel 2010 con la cura da parte di Domenico del Temporary Museum ai Crociferi: un luogo vivo, alimentato da esposizioni temporanee e animato da diverse culture e linguaggi, che ha attirato un pubblico giovane sconfiggendone il timore reverenziale verso la mostra d’arte, seducendolo con strumenti a lui più vicino – la musica o i video – per farlo avvicinare con confidenza. Molti giovani sono passati dalle sale informali del Temporary Museum e di questo va dato merito a Domenico Pellegrino e riconoscimento a quanti al Comune di Palermo vi hanno creduto.

Nell’Assessorato al Centro Storico che ospita la chiesa dei Crociferi si era ormai consolidata l’abitudine verso questa “strana” affluenza serale, a questo via vai di artisti, di giovani, di famiglie, e che io consideravo una parte importante delle politiche di rigenerazione del centro storico. Ed è stato al Noviziato dei Crociferi che per la prima volta, dopo un fugace avvistamento in un’altra mostra, lo “Spiderman” di Domenico Pellegrino ha fatto la sua apparizione trionfale a Palermo. Appeso al muro, come si conviene, ha incantato, sedotto e meravigliato il pubblico, trasferendo un messaggio di speranza proprio dei supereroi: la speranza nella rinascita della città. E dopo quella mostra straordinaria, e dopo averlo portato anche allo Steri per uno degli eventi di UniverCittà, acquistai lo Spiderman, il numero uno, di cui oggi sono orgoglioso proprietario. Ma Spiderman siciliano, come gli altri supereroi che poi lo hanno raggiunto per aiutarlo nella sua opera, è qualcosa di più del suo omologo newyorkese, poiché attinge la sua forza contemporaneamente da due mitologie: quella dei supereroi dell’età dell’oro americana e quella dei paladini siciliani che combattevano per il nostro riscatto contro gli invasori moreschi.

Sono qualcosa di più: sono Hyper Heroes, eroi all’ennesima potenza. Hanno la livrea dei loro simili americani, ma indossata sopra la pelle policroma della Sicilia, e la nebbia newyorkese non riesce ad occultare il sole mediterraneo che ne illumina i tratti e ne alimenta constantemente la forza di cui hanno bisogno per sconfiggere i “super cattivi” che infestano la nostra terra: la mafia, il malaffare, la corruzione e l’ignavia.

E la convinzione di Domenico Pellegrino che abbiamo bisogno di Hyper Heroes continua, ed è diventata la sua identità morale prima che artistica. Tutta la sua opera recente è una amplificazione di concetti e di messaggi: la Sicilia stessa come una luminaria che annuncia il ritorno di giorni festosi o la serie “Ritorneremo” dove luminarie e soldati della guerra mondiale dichiarano una volontà di richiamare in servizio le nostre migliori qualità, la forza che sappiamo sprigionare nelle difficoltà quando tutti pensano che siamo sconfitti. L’opera di Domenico è quindi arte civile, prodotta da vera passione etica e volontà di riscatto, oltre che da talento artistico e da abilità di artefice. E io ho piacere di averlo visto fin dall’inizio.

Maurizio Carta

 

ENGLISH VERSION

I met Domenico Pellegrino before he became famous thanks to his superheroes series, and right from the start I saw a talent in him that went beyond his abilities as an artist and expanded into the domains of an investigator of Sicilian identities; of an archaeologist in pursuit of knowledge and an activator of emotions. He had come to propose an exhibition entitled “Kouroi” at the former Noviziato dei Crociferi, which I had just opened as an exhibition space in the city.

The space was intended as an institutional area that would always be open to experimentation, to young people and to unknown artists. In other words, it was an incubator for talent. The exhibition was a success and the genesis of a partnership, which was ultimately established in 2010 when Domenico curated the Temporary Museum at the Crociferi. It was a lively place, fueled by temporary exhibitions and animated by different cultures and languages, thus attracting a young audience that simply trampled the reverential awe held for art shows. He seduced them with the tools closest to him–music and video–in order to bring them closer with a familiar feel. Crowds of young people passed through the informal rooms of the Temporary Museum.

Thus, credit is due to Domenico Pellegrino, and acknowledgment must be made to those at the City of Palermo who believed. Within the Office for the Historic Center, which houses the Church of the Crociferi, the custom for this “strange” evening attendance was already well established and the office was used to this coming and going of artists, young people and families, which I considered to be an important part of the regeneration policies in the historic center. It was at the Noviziato dei Crociferi that the “Spiderman” of Domenico Pellegrino made its triumphant appearance in Palermo for the first time, after a brief glimpse in another show. Hanging from the wall–as befits it–it enchanted, seduced and astonished the audience, sending a message of hope right from superheroes: hope for the city’s rebirth.

After that extraordinary exhibition, and after having taken it to Palazzo Chiaramonte-Steri for one of the UniverCittà events also, I bought the Spiderman piece, the first, of which today I am the proud owner. The Sicilian Spiderman, like the other superheroes that joined him to help with his mission, is something more than his Manhattan counterpart. He draws power from two legends at the same time: that of the superheroes from the American golden age and that of the Sicilian paladins who fought for liberation from Moorish invaders. They’re something more, however. They are “hyper-heroes,” or heroes to the nth degree.

They feature the attire of their American friends, but over that they wear the multilayer, nuanced skin of Sicily. The New York fog cannot obscure the Mediterranean sun that illuminates their features and provides constant nourishment for the strength they need to combat the “super baddies” that plague our land: the Mafia, malfeasance, corruption and indolence. Domenico Pellegrino believes we have a constant need for hyper-heroes. Therefore, it has become his moral identity, which comes even before his artistic one.

All his recent work is an amplification of these concepts and messages: Sicily as a luminary realm announcing the return of festive days, or the “Ritorneremo” series where luminaries and soldiers from World War I declare a desire to call our best qualities into service again, mustering the strength we can and must unleash during difficulties despite any assumption that we are beat. Therefore, the work of Domenico Pellegrino is civil art, produced out of sincere, ethical passion and the desire for liberation, beyond artistic talent and creative skill. I am proud to say I’ve had the pleasure of seeing him from the beginning.

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